Produrre energia dal raffreddamento dello Yellowstone: il nuovo progetto della NASA

31 agosto 2017/ 0

What’s happened?

Lo Yellowstone è il vulcano più grande e temuto al mondo: la sua caldera infatti si estende per un’area di 55 per 70 km circa (3.850 km quadrati) e tocca punti di profondità di oltre 90 chilometri nel sottosuolo con una capacità che va dai 200 ai 600 chilometri di roccia fusa. Una sua eruzione, perciò, potrebbe causare danni ingenti al clima dell’intero pianeta.

Tuttavia l’ultima eruzione devastante risale a 640.000 anni fa e si stima che questo tipo di eruzione avvenga

con una frequenza di 700.000 anni. L’allarme è piuttosto basso, ma nonostante ciò rimane, soprattutto a fronte del recente sciame di scosse sismiche che ha generato nel mese di luglio 2017.

Gli ingegneri della NASA hanno studiato un modo per diminuire la temperatura del vulcano mediante la traforazione del sottosuolo e la creazione di una centrale geotermica.

 

Nello specifico…

Il Jet Propulsion Laboratory della NASA ha infatti stimato che se il calore della caldera si abbassasse del 35% si annullerebbero i rischi di un’eventuale eruzione catastrofica.

Tecnicamente il progetto prevede la creazione di un canale all’interno del vulcano dove pompare acqua fredda ad alta pressione, farla circolare ed estrarla nuovamente: a quel punto l’acqua prelevata avrebbe una temperatura di 350° e potrebbe alimentare un impianto geotermico in modo costante nel tempo e a costi ridotti. La potenza stimata per questo tipo di impianto è di 4 GW (l’equivalente di 2-3 reattori nucleari) generando energia per migliaia di anni a 10 centesimi di dollaro al kWh. In più, quest’operazione scongiurerebbe il rischio di una catastrofe ambientale.

Quali sono però le perplessità sulla sua realizzazione? Innanzitutto i costi stimati proibitivi pari a 3 miliardi e mezzo di dollari. In secondo luogo la difficoltà maggiore risiede nel rischio di perforare la camera magmatica andando a pompare acqua fredda troppo in superficie con conseguente fuoriuscita di gas che potrebbe portare la struttura vulcanica a collassare su sé stessa e a moltiplicare il rischio di eruzione.

Una soluzione ancora non è stata trovata. Quello che è certo è che la Nasa vede questo pericolo più probabile della caduta di un asteroide sulla terra e sta cercando di coinvolgere i vulcanologi in una discussione scientifica.